TRASFORMAZIONE FONDIARIA-LA VIABILITA’

Particolare rilievo ha dato l’Ente alla soluzione del problema della viabilità onde assicurare l’accesso ai singoli complessi d’esproprio.                                             E’ noto che la Lucania e la Puglia sono servite da una rete stradale principale che assicura soltanto le comunicazioni tra centri abitati, quasi sempre molto distanti tra loro, e da una maglia di strade di bonifica che, laddove realizzata, è sempre stata studiata in rapporto agli ordinamenti colturali estensivi tipicamente rappresentativi.  Risulta assai carente una rete capillare di accesso ai fondi, non potendosi classificare in tale categoria le pur numerose strade vicinali, i tratturi, i tratturelli, ecc., assolutamente impreticabili per moli mesi dell’anno.                                                                                                                                                                                                                                        Di conseguenza si è dovuto impostare il problema della viabilità sulla base di un piano organico di interventi atti a soddisfare le seguenti principali esigenze: collegare i complessi di esproprio con la rete stradale esistente, con i nuclei urbani preesistenti o programmati dalla riforma e, infine, con i centri agrari da realizzare per assicurare i servizi tecnici necessarie alle nuove attività contadine; costruire arterie di penetrazione con caratteristiche di opera pubblica nelle zone sprovviste di una viabilità ordinaria o servite da una rete di strade di bonifiche a maglia molto ampia; dotare sia i poderi che le quote ricadenti su un unico complesso di una rete stradale interna; costruire, a fianco delle strade statali esistenti, le piste particolarmente indispensabili per gli spostamenti dei mezzi motorizzati cingolati adibiti alle lavorazioni meccaniche del terreno.                                                                                                                                         Nella soluzione del problema si è dovuto tener conto altresì della necessità di eseguire rapidamente le opere per garantire il transito agli uomini e ai mezzi impegnati nella trasformazione e di realizzare tipi di costruzioni che non gravassero eccessivamente sui costi della trasformazione. Mentre per la costruzione di piste e strade di scarso traffico si è ricorso, fin dove possibile all’impiego di materiali locali, talvolta provenienti da terreni, si è adottato il sistema a Mec-Adam, nella costruzione della rete viabile di maggiore traffico nelle zone facilmente accessibili alle cave di prestito.                                                                                                                                                                           Sono stati esaminati a fondo metodi costruttivi che pur risultando nuovi in Italia, in altre nazioni già avevano esperienza.                                                                      A distanza di circa 3 anni dalle prime realizzazioni di tale sistema, si può obiettivamente affermare che tale sistema ha risposto alle finalità predisposte

 

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