RIFORMA FONDIARIA-NUCLEI CIVILI A SERVIZIO DELL’INSEDIAMENTO CONTADINO

La riforma fondiaria, penetrando capillarmente nelle vaste superfici espropriate, ha convogliato un forte contingente di famiglie bracciantili verso la campagna, garantendo loro mediante la casa colonica, una stabile residenza, e quindi ha automaticamente intaccato il consuetudinario sistema di accentramento.                                                                                                                                                                                     Così operando è emersa la necessità è emersa la necessità di assicurare alla nuova popolazione contadina insediata nelle varie e vaste zone appoderate i servizi indispensabili ( civili, commerciali e religiosi) perché essa non si trovasse isolata e rimpiangesse quindi le comunità da cui era stata sottratta.

 

A tale necessità si è fatto fronte con la costruzione di borgate, ossia di nuclei di edifici pubblici, che tengono conto non solo delle immediate esigenze degli insediamenti effettuati dalla riforma ma anche dei prevedibili sviluppo della trasformazione privata, quali veri e propri embrioni di futuri e più vasti centri di vita rurale. Non mancano mai edifici quali: scuola, chiesa con canonica, asilo, sede della delegazione comunale, casermetta per i carabinieri, ufficio postale, ambulatorio, negozi per generi di prima necessità.

 

Si hanno borghi aventi tutti i servizi necessari e borghi minimi con cappella, scuola e spaccio.

 

 

 

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