IRSINA – LE ASSEGNAZIONI

Avevano precedenza nell’assegnazione i coloni miglioratari e i coltivatori diretti già in possesso dei terreni espropriati.                                           Già nel dicembre 1951 le prime assegnazioni. Subito dopo iniziarono i lavori per la costruzione di case coloniche, strade principali, della Borgata Taccone e dei centri aziendali Notargiacomo e San Giovanni. Con l’assistenza di tecnici agrari gli assegnatari vengono avviati a conduzioni razionali e moderni dei terreni, con l’uso dei mezzi meccanici: trattori, dischi frangizolle, mietitrebbiatrici, ed altro, e di vari concimi prima e dopo la semina. Per la prima volta il contadino irsinese conobbe la conduzione moderna della terra, superando la manualità agricola. Mezzi meccanici, concimi, sementi selezionati provocarono la rivoluzione agricola in campagna. Il raccolto ne fu il risultato ma la terra assegnata rivelò dei limiti tra la produzione e il guadagno realizzato dalla famiglia contadina. Una

Descrizione: https://irsinalabasilicataelariformaagrarianelxxsecolo.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gifrazionale azienda costituita, tra attività cerealicola, allevamento di animali da latte, impianti arborei, ortaggi, rotazione agraria ecc. presumeva una estensione doppia di quella assegnata.                                                                                                                                                                                                        Nel 1956 l’annata agraria fu pessima: dette scarso raccolto, negò al contadino assegnatario la compensazione delle spese di conduzione. Quelle concernenti l’aratura e la mietitura, l’acquisto delle sementi e dei concimi, furono anticipate dall’Ente Riforma e caricate sul suo conto che funzionava come apertura di credito nei primi anni dell’assegnazione. Le anticipazione dei crediti e il valore virtuale della terra costituirono in seguito il costo complessivo del podere assegnato da riscattare. Negli anni successivi l’assegnatario accumulò altri passivi. In quegli anni la conduzione della terra seguiva la rotazione agraria tradizionale: due anni a grano e un anno a maggese. Dal 1951, anno d’inizio della sua operatività, l’Ente Riforma investì sul territorio irsinese un fiume di risorse economiche, incidendo su tutto il sostrato dell’economia irsinese.

La disoccupazione era stata sconditta, un gran numero di contadini assorbiti dai lavori del proprio podere, operai impiegati dall’impresa edili nella costruzione di case coloniche, di nuove strade, di canali e altre opere di trasformazione agricola. Si risvegliarono tutte le attività commerciali ed artigiane. L’euforia incontrollata fa dimenticare il risparmio.

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