IRSINA: I BOTTINI

 

l percorso delle fontane è uno dei tragitti più suggestivi delle campagne irsinesi.
In contrada Fontana, appena fuori della città, i “Bottini”, cunicoli sotterranei ad altezza d’uomo, seguono l’andamento della falda acquifera. L’acqua, captata dal sottosuolo, si deposita in vasche di decantazione e, dopo essere stata purificata, viene incanalata fino alla settecentesca fontana esterna, dalla quale sgorga, fresca e pura, da tredici bocche.

Quasi unico nel suo genere, il sistema Bottini costituisce un enorme patrimonio rupestre per il territorio di Irsina. Lo spesso strato di sedimenti alluvionali e i sovrastanti strati argillosi impermeabili hanno creato una situazione geomorfica tale da consentire l’accumulo di grandi quantità di acqua che alimentano sorgenti esterne al centro abitato.
Per aumentare la disponibilità di acqua potabile la popolazione locale ha canalizzato le acque sorgive, ha costruito abbeveratoi per gli animali e vasche per lavare la biancheria usate fino alla fine degli anni ’30 del Novecento, quando a Irsina fu costruito l’acquedotto. Le fontane che circondano tutto il centro abitato sono state rese più imponenti nel XVII sec., con la realizzazione di veri e propri sistemi di captazione e fontanili monumentali alimentati da una rete di cunicoli: i Bottini.
Proprio essi riforniscono la grande fontana di via delle Puglie, sulla strada statale che collega Irsina a Gravina e Matera. Nello strato inferiore presentano meandri di cunicoli, percorribili ad altezza d’uomo.
Le gallerie seguono l’andamento della falda e le vasche di accumulo e di decantazione consentono il deposito della notevole quantità di calcare presente nell’acqua alimentata dalle sorgenti sotterranee e dal continuo gocciolio attraverso le fessure del terreno. Un sistema di aerazione, costituito da calotte, fa aumentare la tensione superficiale delle pareti e favorisce la captazione delle acque che vengono convogliate verso la monumentale fontana esterna.
Allo stesso livello stratigrafico della Fontana, sulla strada che porta a Grassano, si trova la fontana-abbeveratoio di Festole, anch’essa di acqua perenne, proveniente da una vasca di raccolta in cui si decanta, dopo essere fuoruscita da un pozzo collettore in cui il livello dell’acqua si mantiene costante.
Altre fontane che servivano sia da abbeveratoio che per lavare i panni, sempre di acqua sorgiva, si trovano in zona Peschiera (fontana Peschiera) e verso il cimitero, dopo porta Arenacea

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